Secondo la norma dell’art 1, paragrafo 2,della Convenzione di New York del10 giugno 1958, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 19 gennaio 1968,n.62 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 21 febbraio 1968,n.46 le decisioni di organismi permanenti arbitrali internazionali debbono essere indicate con il termine sentenza.Tali sentenze arbitrali hanno gli effetti, ex art 824 bis c.p.c. delle sentenze emesse dall’Autorità Giudiziaria della Repubblica Italiana.

Il Decreto Legislativo del 2 febbraio 2006,n.40, ha riconosciuto (art.832 c.p.c. codice di procedura civile),per la prima volta l’ esistenza delle “Istituzioni arbitrali”(camere arbitrali) ed ha dettato alcune disposizioni generali per il caso in cui le parti si affidano ad un’istituzione che organizza l’ arbitrato.Il principio ispiratore di questa nuova giurisdizione, vengono conferiti all’amministrazione Arbitrale l’incarico di gestire l’ arbitrato con un proprio regolamento precostituito, solo se viene previsto dalle parti nella convenzione Arbitrale.Il Tribunale Nobiliare internazionale della Corte suprema di Giustizia Nobiliare, coordina l’ accertamento in via incidentale della spettanza dei titoli nobiliari ,con un proprio regolamento.Von questi mezzi le corti arbitrali possono colmare le carenze legislative in ambito nobiliare.

La sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite del 20 maggio 1965, n.987, decise che l’accertamento in via incidentale dei titoli nobiliari è attribuibile con l’art 3 della Costituzione Italiana(principio della parità sociale dei cittadini).Negli accertamenti incidentali, secondo il Supremo Collegio, l’azione principale non è diretta a far dichiarare l’appartenenza di un titolo nobiliare all’attore e a proclamare il pubblico riconoscimento, semmai a riconoscere un diritto patrimoniale o di altra natura, condizionato al possesso di uno status nobiliare.La sentenza della Cassazione n.987/1965, afferma che non vi è alcuna lesione o attentato alla pari dignità sociale.

I giudici dell’Arbitrato esprimono la funzione giurisdizionale al pari dei giudici ordinari per questa ragione il Decreto Legislativo del 02-02-2006 n.40, a decorrere dal 02-03-2006, ha stabilito che la sentenza pronunciata dai giudici dell’Arbitrato(lodo),ha gli stessi effetti giuridici della sentenza emessa dall’ Autorità Giudiziaria della Repubblica Italiana, ex art 824 bis c.p.c..Questo articolo del codice di procedura civile ha sancito definitivamente l’uguaglianza oggettiva e soggettiva con il giudice statale .La sentenza Arbitrale, ex art 2908, costituisce modifica o estingue rapporti giuridici tra le parti, i loro eredi o aventi causa.

La Cassazione 15-03-2006, ha stabilito che la sentenza pronunciata dai giudici passato in giudicato fa stato a ogni effetto reale parti, i loro eredi o aventi causa come per le sentenze ordinarie (Cassazione Civile, sezione. III,39 maggio 1980,n.3552).

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