Il predicato nobiliare è stato valorizzato è stata data rilevanza costituzionale come parte del nome ed è pertanto suscettibile di ricevere dall’ordinamento una tutela giuridica, comunque non tutti i predicati possono essere aggiunti al cognome.

Per esempio, le indicazioni di appartenenza ai ceto di patriziato o nobiltà civica (Patrizio di Trieste, Nobile di Gorizia,etc),non sono cognomizzabili (Si consulti Mistruzzi di Frisinga, Trattato di Diritto Nel biliare Italiano, Giuffrè,Milano,1961,pp 344).

Le indicazioni di appartenenza ai patriziato o alle nobiltà civiche in nessuna epoca ed in nessuna parte d Italia furono prese come parte del nome. Sul procedimento da seguire per cognomizzazione, i predicati Nobiliari possiamo riportare il Conte muto della recente Circolare n.10/2008 del Dipartimento per gli affari Interni e territoriali, Direzione Centrale per o servizi Demografici,Area III ,Stato Civile, del Ministero dell’Interno del 3 settembre 2008.

Quindi per la cognomizzazione dei predicati nobiliari si deve proporre un’azione contenzioso ordinaria nei confronti del Pubblico ministero, dell’Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e degli eventuali controinformazione, restando non ammissibili le procedure amministrative verso il Ministero dell’Interno, su istanza della legge 84e seggiovia del D.P.R. 396/2000, concernente l’aggiunta di cognome e più in generale i cambiamenti e le modificazioni del cognome.

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