COSA È IL DIRITTO NOBILIARE?

Il diritto nobiliare è lo studio, il riconoscimento e l’accertamento al diritto al titolo nobiliare, ai trattamenti, alle qualifiche e al relativo predicato cioè è la tutela delle situazioni nobiliari preesistenti.

La Costituzione repubblicana del 1948 non ha né abolito né proibito i titoli nobiliari; si è limitata a non riconoscerli e a non tutelarli, ma protegge i predicati nobiliari che vengono a far parte del nome.

Oggi la nobiltà, non avendo più quel peso di un tempo, conserva ancora una certa posizione costituita dal suo passato storico che ogni famiglia ha il dovere di conservare e di non dimenticare. La nobiltà continuerà ad esistere, basti vedere quante sono le monarchie in Europa e i discendenti delle ex Case Sovrane ancora attivi socialmente.

Lo studio delle antiche legislazioni, quindi, è indispensabile per conoscere la validità giuridica dei titoli nobiliari.

NOBILTA’

Parlare di nobiltà in Italia crea sempre un po’ di confusione; confusione causata da molteplici fattori e unita dal fatto che, sovente, l’argomento viene trattato con superficialità e non con la dovuta professionalità. La molteplicità di Stati, Ducati, Principati, Ordini nobilitanti presenti prima del 1861, non facilitano la comprensione e le fonti al diritto al titolo nobiliare sono molteplici e alquanto poco precise. Un altro fattore di confusione è che la nobiltà in Italia non viene tutelata e ciò comporta che spesso si vedono persone che di punto in bianco si attribuiscono un titolo nobiliare senza essere nobili. Lo Stato Italiano oltre a non tutelare i titoli nobiliari, tale materia non è neppure oggetto di studio nelle università, al contrario di quanto avviene in altri Paesi europei e ciò causa una carenza di professionisti del settore. Un’ulteriore motivo di confusione sono gli elenchi nobiliari; è pensiero comune che se una famiglia è presente su tali elenchi sia nobile mentre se non è presente non lo sia. Sono circa 2000 le famiglie nobili che non compaiono in alcun Elenco nobiliare, pertanto si può affermare che tali elenchi non sono completi ed un soggetto o una famiglia non presente in tali elenchi non è detto che non abbia alcun titolo. Per supplire a queste mancanze esistono nuove edizioni di elenchi o albi nobiliari gestiti da privati appassionati che sono andati a colmare i suddetti vuoti.

CONCESSIONE, RINNOVAZIONE E CONVALIDA

Ciò che ha anche causato confusione sono i periodi nei quali sono stati concessi i Titoli nobiliari. Semplificando possiamo dividere in tre periodi: Stati preunitari, Regno d’Italia e Repubblica.

Il periodo che corrisponde agli Stati preunitari è il più lungo e spesso è causa di incertezze circa la nobiltà poiché comprende centinaia di anni, diverse dominazioni, Stati, Ducati, Principati, Comuni, Stato del Vaticano, Ordini nobilitanti ed è facile intuire la numerosa nobiltà che si è andata a creare, sovrapporsi, sostituire o estinta e spesso persino dimenticata dai legittimi eredi. Quindi come sopra riportato appare comprensibile che non tutte le famiglie nobili sono iscritte nei vari elenchi della nobiltà. Inoltre bisogna tener presente che, un tempo, i censimenti e l’individuazione delle famiglie nobili da inserire negli elenchi non risultava facile come lo potrebbe essere in tempi moderni con l’attuale tecnologia.

Il Periodo del Regno d’Italia è breve (1861-1946) e le famiglie che sono state create nobili durate questo periodo risultano iscritte negli elenchi nobiliari.

Il periodo attuale, della Repubblica, è il periodo nel quale in Italia le famiglie create nobili lo sono o per concessione di Case Regnati estere o da ex Case Sovrane, ma è anche il periodo nel quale molte persone cercano ed hanno ritrovato tra i loro avi tracce di nobiltà. Possiamo dire che il periodo attuale è quello in cui molte famiglie hanno ritrovato le proprie origini grazie alle ricerche e ai mezzi offerti da codesto Studio ed hanno potuto grazie ai provvedimenti tipici del diritto nobiliare, ai sensi dell’art. 5 del R.D. n. 651 del 1943, farli rinnovare o convalidare in capo al legittimo erede. Non è solo riscoprire un titolo nobiliare che altrimenti sarebbe andato perduto ma è soprattutto riscoprire le proprie radici e la propria storia. La nobiltà avendo perso ogni privilegio è pur sempre oggetto di considerazione. Un altro motivo che ho riscontrato nelle persone che ricercano notizie è la riscoperta di un patrimonio fatto di tradizioni del proprio casato. Nella nobiltà le radici, la tradizione e la famiglia sono legami talmente profondi che si fondono in un’unica istituzione.

Anche se la nobiltà oggi ha perso ogni privilegio è pur sempre oggetto di grande considerazione.

CONCLUSIONI

In conclusione alla base di ogni titolo nobiliare c’è sempre una concessione da parte di un sovrano mediante provvedimenti definiti “di grazia”. Spesso non si trova la concessione per ovvi motivi (tempo, incendi, guerre ecc.) ma si può ricostruire partendo anche da pochi dati. Lo studio è a contatto con case Regnanti e ex Regnanti e il titolo nobiliare potrà quindi essere accertato e rinnovato o convalidato in capo all’erede che potrà portarlo e farlo rientrare nuovamente nel patrimonio storico della sua famiglia. L’interesse che suscita tale materia dimostra che la nobiltà è sempre esistita ed esisterà.

Il diritto nobiliare non è una materia per pochi ma è invece materia viva e attuale che dovrebbe essere approfondita nelle sedi universitarie.

 

Photo by Thomas Kelley on Unsplash

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