Il titolo di Conte ha un’origine tardo romana. I Comitesm sul piano civile erano i principali collaboratori del sovrano componenti la “comitiva  augusta” che aveva funzioni di coordinamento delle difese militari in aeree particolarmente sensibili.

Con Giustiniano, i Comites, furono inseriti in subordine ai Duces ed ai Magistri di una determinata provincia o unità amministrativa militum, nell’apparato militare. Su questo modello, che era una particolarità dell’ordinamento militare romano-bizantino, i Longobardi imitarono titoli e competenze.

Con i Franchi il Comes  divenne il responsabile militare di una determinato territorio e assunse il potere di giudice anche soppiantando l’impostazione ducale longobarda.

La funzione di giudice veniva esplicata  due volte all’anno, sentenziava in prima istanza per le cause maggiori ed in sede di appello per quelle di minore importanza era inoltre responsabile dei beni del demanio e dei beni del sovrano, di fronte a lui si  potevano svolgere i duelli detti “del giudizio di Dio”, partecipa alle spedizioni militari organizzate dal sovrano.

Nell’Italia meridionale il sistema delle contee si cominciò ad affermarsi solo alla fine del X secolo poi con l’arrivo dei Normanni ci furono differenze radicali, perché le nuove contee normanne venivano configurate nel nuovo assetto territoriale  che si era creato al momento della conquista.

Con l’affermarsi dell’istituzione del Comune la funzione del conte venne totalmente ridimensionata  e divenne solamente un mero titolo nobiliare privo  di potere effettivo con qualche piccola prerogativa residuale di giurisdizione.

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