Con la venuta di Carlo Magno apparve la figura della MARCA, cioè un territorio retto dal Marchese, di solito nelle zone di confine più esposte agli attacchi dei nemici.

Questa figura, con gli Imperatori successivi, assunse una posizione ben definita l’espansione del dominio  Franco in Germania e il contatto con popolazioni di etnia slava quindi non stanziate in modo permanente nel territorio richiedeva di coordinare l’organizzazione militare e le difese da adottare per mettere le frontiere in sicurezza.

La Marca, in origine, era costituita come una struttura amministrativa istituzionalizzata allo scopo di organizzare nuovi territori conquistati e venne sottoposta al governo del conte della Marca e cioè al Mark Graf latinizzato in Marchio (poi chiamato Marchese o Margravio), sottoposti al quale potevano esservi gli altri Conti (Grafen).

In pratica il Marchese era innanzitutto il Conte di uno dei  Comitati compresi nella Marca nella quale venivano esercitate la normale funzione comitale ed era altresì giudice d’appello per tutti gli altri Comitati facenti parte della marca medesima.

Il regno d’Italia del X secolo fu organizzato sulla base di alcune grandi Marche (Friuli, Ivrea, Tuscia), che sostituirono i ducati longobardi ed erano impostate sulla protezione delle aree di confine.

Questo sistema comitale e marchionale come la sua organizzazione amministrativa scomparve perché molte città si sottrassero al potere dei Marchesi quindi  furono anche surclassati dal potere del vescovo nel XI secolo.

Nel XV secolo, con l’affermarsi prima delle Signorie poi dei Principati, il Marchese aveva un territorio indipendente dal sovrano e prendeva lui le decisioni in modo autonomo( ricordiamo Gian Francesco Gonzaga che fu nominato Marchese di Mantova dall’Imperatore)Così il XV secolo segnò l’affermarsi del marchesato come stato indipendente, che differiva dalla struttura dell’antica Marca medievale.

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