In Europa si sviluppò il discorso della nobiltà generica, cioè quei soggetti che non potevano vantare un possesso feudale ,molti avevano lo status di nobile, senza avere nessun collegamento feudale.

Diciamo che la nobiltà sulla base del diritto Germanico, veniva data in base al valore militare, quindi all’attitudine al comando.
In seguito si impose il diritto romano, quindi la nobiltà veniva attribuita in base alle sue capacità intellettuali (avvocati, giudici, tesorieri, letterati, burocrati) al servizio della corona, la cosiddetta nobiltà di toga che talvolta era ereditaria.

Quando il Sovrano delegava le sue funzioni giurisdizionali in automatico il magistrato diveniva nobile.
Molto simile era la nobiltà dottorale, collegata alla laurea dottorale.
Il primo fu l’Imperatore Carlo V che diede i primi gradi della nobiltà, riferita al titolo di studio, diciamo la laurea dava un titolo.

Un accesso iniziale alla nobiltà generica.I primi furono Federico II e di Carlo d’Angiò.
Ovviamente la nobilitazione avveniva per lettera patente.Il sovrano che per fare cassa concedeva con facilità la nobilitazione era Re Luigi XIV e avvennero degli abusi addirittura dava dei diplomi di nobiltà in bianco che dopo i suoi attendenti vendevano a caro prezzo, intestandolo sul momento.
Fun un capitolo molto triste per la nobiltà, per questo alla vigilia della Rivoluzione Francese, gli aristocratici francesi, in particolare la Nobiltà di spada, si ravvide diventando una casta chiusa, e particolarmente difficile era entrare a farne parte, questo dovuto ovviamente alle dissolutezze e le umiliazioni del Re Sole.

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