Nel Medioevo l’uso dello stemma divenne fondamentale per le famiglie aristocratiche che avevano molti cadetti maschi che intraprendevano la carriera del Cavaliere al servizio dei poveri e degli umili poi era un mezzo di riconoscimento fra i vari membri delle varie casate.

Lo stemma viva usato in guerra e nei tornei, (giostre dove i cavalieri si affrontavano all’ultimo sangue mettendo alla prova la propria abilità).

Durante le crociate molti cavalieri di varie nazionalità si recavano in Terrasanta usando colori che ancora adesso i calciatori delle varie nazionali usano gli italiani l’azzurro il bianco i francesi il nero i cavalieri inglesi il giallo i cavalieri tedeschi il rosso gli spagnoli questo dimostra che le tracce del Medioevo sono arrivate fino a noi.

Le famiglie reali francesi, che si sono succedute permettevano ai Casati più antichi e nobili, concedevano l’uso del giglio nel loro blasone invece le case imperiali tedesche e austriache alle famiglie più nobili era consentito, in Italia invece mancando uno stato unitario (anche se il Valentino  Borgia con il consenso del Papa suo padre, Francia e Spagna e dell’Imperatore voleva costituire  un grande regno Italiano, ma la morte vanificò questo ambizioso progetto), era più difficile omogenizzare il tutto.

Nel rinascimento il discorso Cavalleria decadde anche per la comparsa della polvere da sparo, che rese le pesanti armature superate e inefficaci ai fucili alle colubrine e ai canoni come anche gli scudi ecco quindi sostituirsi piano piano la terminologia scudo con blasone

Questa terminologia fece si che le famiglie miravano al prestigio al  potere che portare avanti l’ideale della cavalleria, fino ad arrivare alla rivoluzione francese che abolì per un periodo il blasone considerato un simbolo della nobiltà feudale.

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